avro’ 36 anni nel 2000 …

Eccola che arriva. Piano piano, in punta di piedi, eccola qui. Ti sfiora il collo con una mano gelida, ti sussurra nell?orecchio parole che non avresti mai voluto ascoltare. E non puoi farci niente. Rimani immobile, puoi soltanto piangere, e senti un gran freddo nel cuore. Una lacrima scivola sul viso, e non fai nulla per fermarla.
Te ne stai lì sul tuo divano di pelle nera, a fissare un punto indefinito del tappeto zebrato, e sai che di tutte le donne che hai accarezzato ed amato su entrambe non ti e? rimasto più nulla. Soltanto lei, la disperazione, che adesso ti stringe nel suo abbraccio silenzioso. Soltanto lei è rimasta, l?unica che non vorresti qui, adesso , accanto a te.
Vorresti bere uno,due bicchieri di vino, una di quelle bottiglie che riposano in cucina nel loro armadio climatizzato. Vorresti mangiarti tutta una tavoletta di cioccolato fondente, magari al peperoncino, oppure alla cannella. Potresti farlo, ma riesci soltanto a pensare che nessuna ragazza guarderà un quarantenne stagionato con la pancia da bevitore. E che dovresti andare in palestra, a farti un giro in bici, in piscina. Ma riesci soltanto a startene seduto sul tuo chester nero, e anche l?unico gesto che ti riesce, e cioè accenderti una marlboro rossa, pacchetto tenero, ti fa pensare unicamente che quando la spegnerai nel portacenere avrai una possibilità in più di morire per un cancro hai polmoni.
O da qualche altra parte, come Francesco che l?ha preso alle ossa, e ci lotta da due anni. E? diventato più basso di dieci centimetri. Non può uscire di casa, ma ha organizzato un aperitivo per gli amici , una sera poco prima di natale. Voleva vederci tutti, farci sapere che è vivo e sta lottando. Ha detto addio alla porche cabrio, la moglie gli ha detto addio e se ne è andata con un altro, deve stare attento perché anche infilare una spina nella presa può causargli una frattura, porta un collare perche? senza la testa gli si ribalta all?indietro e se non c?e? nessuno intorno rischia di morire soffocato.
Però è li, tiene duro, per i figli che vede due week end al mese, per i genitori che riescono a non fargli mancare nulla. Tiene duro soprattutto per sé, perché morire è uno schifo, e cominci a realizzare che stavolta tocca a te soltanto quando sei arrivato alla fine.
Tiene duro, e anche se il corpo si sta letteralmente sbriciolando, gli occhi sono più vivi di quelli di tutti i presenti. Quegli occhi chiari che sembrano schizzare fuori dalle orbite, quegli occhi hanno una luce disperata, guardano ogni cosa intorno come stessero per perderla, come fosse l?ultima volta. Merda, la vita. Merda, la vita è meravigliosa.
Penso a noi, gli ultimi bravi ragazzi. Noi li a tirare bestemmie tra i denti , dicendoci parole irripetibili solo con lo sguardo, solo come chi si conosce fin da bambino può fare, mentre Cesco, indicando il crocefisso appeso sul letto, ci raccontava come nella vita arriva, prima o poi, il momento di pensare anche a lui.
Ce ne siamo andati dopo mezz?ora, scendendo a piedi le scale dal decimo piano. Nessuno ha preso l?ascensore, abbiamo preferito tutti contare i gradini piuttosto che guardarci in faccia. E sono sicuro che tutti noi stessimo pensando alle stesse cose. Toccherà anche a me? Chi sarà il prossimo? Quanto durerà?
Siamo stati fortunati, noi ragazzi. Fino ad oggi siamo andati a funerali di nonni, genitori, purtroppo anche figli , e quest?ultima circostanza non riuscirò mai a dimenticarla, ma non è toccata a nessuno di noi. Abbiamo fatto tante cose stupide, quando ragazzi lo eravamo veramente, tipo guidare senza patente e senza che nessuno ci avesse insegnato, ribaltarci e incendiarci in macchina, schiantarci in moto, sparare con una scacciacani alla polizia, sperimentare esplosivi e cose cosi?. Abbiamo assunto alcolici e superalcolici in dosi massiccie, e continuiamo tutt?ora. Non abbiamo mai indugiato nell?uso di droghe , leggere e pesanti che fossero, né rubato, salvo qualche rarissima eccezione, sennò non saremmo gli ultimi dei bravi ragazzi. Abbiamo certamente tradito mogli, deluso genitori, dimenticato promesse fatte ai nostri figli, evaso le tasse, sfruttato la prostituzione, anzi le prostitute. Ho detto che siamo bravi ragazzi, mica cavalieri della tavola rotonda.
Nel 1978 ce ne stavamo seduti sulle nostre vespe e motorini all?angolo della via, in una di quelle serate di primavera in cui l?aria è dolce e non riesci ad andare a dormire, e nemmeno lo spettro della scuola il giorno dopo era sufficiente a spronarti. All?angolo di una strada del nostro quartiere, a raccontarcela, a parlare di motori e di donne. Donne vere, quelle dei giornali o qualche ragazza grande del condominio, non ragazzine della nostra età, che all?epoca non degnavamo di uno sguardo. Una sera di quelle, ad un tratto, qualcuno esclamò:
?Cazzo avremo 36 anni nel 2000 !?
Rimanemmo tutti sbalorditi, lo ricordo perfettamente, e non per la prodezza matematica consistente nell?aver risolto l?espressione (2000 ? 1978) + 14 = 36 , anche se da sola bastante a farci rimanere a bocca aperta. Rimanemmo sbalorditi perche? il 2000 rappresentava, per noi come per tutti i ragazzini di 14 anni, il futuro. Il futuro quello vero, non quello di quando finirà il mutuo della casa. Il futuro delle astronavi, quello di 1999 fuga da new york, 2001 odissea nello spazio.
E nel futuro noi saremo stati vecchi, vecchi non come i nostri nonni, ma vecchi quasi quanto i nostri padri e le nostre madri. Finiti. Destinati a vedere le astronavi dal divano del salotto, non a vedere la terra dalle astronavi. Fu una rivelazione sconcertante, ci ragionammo per ore. A niente valsero le ipotesi sui progressi della medicina, che sicuramente nel giro di poco tempo ci avrebbe fatto vivere fino a 120 anni e oltre, e quindi a 36 non saremmo stati nemmeno ad un terzo della nostra vita.
Ce ne andammo a dormire con questa schiacciante consapevolezza, con questo peso sul cuore, che però sicuramente dimenticammo il giorno dopo, sostituita dall?entusiasmo per un nuovo carburatore o dalla ramanzina per un brutto voto, come solo i ragazzini sanno fare.
E adesso? Adesso siamo nel 2007 , ho 43 anni. Le astronavi proprio volare non volano, diciamo svolazzano attorno alla terra o poco più distanti, e ogni tanto se ne vaporizza qualcuna , equipaggio compreso. Salirci non è tanto un problema di età, quanto di nazionalità o portafoglio. L?ultimo italiano salito su uno shuttle si è perso un satellite da 100 milioni di dollari pasticciando con un joystick , la cosa che assomiglia di più ad un viaggio interstellare è andare alle Maldive, quindi le speranze ormai si sono ridotte al lumicino. E comunque la medicina proprio passi da gigante non li ha fatti, giganti sono diventate le case farmaceutiche, e credo sia ben difficile aspirino a vederci tutti in salute.
Del 2000 riesco soltanto a ricordare una bottiglia di barbaresco Gaja del 1994 , che allora si riusciva ancora a comprare, giusto per un?occasione. Nient?altro. La torre eiffel per tutto il 1999 ha scandito da un display a pallini gialli il conto alla rovescia dei giorni mancanti a capodanno, jennifer lopez ha girato un video molto sexy in cui si preparava per la festa, qualcuno con il concorde è riuscito a vedere l?alba del nuovo millennio per tre volte, raggiungendo velocemente posti molto lontani fra loro. Ho fatto l?amore con Elena quella notte, ma è stata una delle tante volte che l?abbiamo fatto, adesso riesco solo a ricordare quando non lo abbiamo fatto.
E basta, questo è tutto quello che ricordo. Dovrei vedere con google, sicuramente qualcos?altro è successo, ma preferisco tenermi i miei ricordi. Il mondo non è finito, dopo qualche mese ho compiuto i famosi 36 anni, e mio padre 65.
Mi alzo in punta di piedi dal divano, la disperazione forse non se ne è andata, ma si è distratta un attimo seguendo i miei pensieri, ed ha allentato la presa. Me ne vado a letto, silenziosamente, se riesco a non farmi sentire rimarrà qui in soggiorno. Le lascio anche la luce accesa, non si sa mai.






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