avro’ 36 anni nel 2000 …

3 Luglio 2007 2 commenti


Eccola che arriva. Piano piano, in punta di piedi, eccola qui. Ti sfiora il collo con una mano gelida, ti sussurra nell?orecchio parole che non avresti mai voluto ascoltare. E non puoi farci niente. Rimani immobile, puoi soltanto piangere, e senti un gran freddo nel cuore. Una lacrima scivola sul viso, e non fai nulla per fermarla.
Te ne stai lì sul tuo divano di pelle nera, a fissare un punto indefinito del tappeto zebrato, e sai che di tutte le donne che hai accarezzato ed amato su entrambe non ti e? rimasto più nulla. Soltanto lei, la disperazione, che adesso ti stringe nel suo abbraccio silenzioso. Soltanto lei è rimasta, l?unica che non vorresti qui, adesso , accanto a te.
Vorresti bere uno,due bicchieri di vino, una di quelle bottiglie che riposano in cucina nel loro armadio climatizzato. Vorresti mangiarti tutta una tavoletta di cioccolato fondente, magari al peperoncino, oppure alla cannella. Potresti farlo, ma riesci soltanto a pensare che nessuna ragazza guarderà un quarantenne stagionato con la pancia da bevitore. E che dovresti andare in palestra, a farti un giro in bici, in piscina. Ma riesci soltanto a startene seduto sul tuo chester nero, e anche l?unico gesto che ti riesce, e cioè accenderti una marlboro rossa, pacchetto tenero, ti fa pensare unicamente che quando la spegnerai nel portacenere avrai una possibilità in più di morire per un cancro hai polmoni.
O da qualche altra parte, come Francesco che l?ha preso alle ossa, e ci lotta da due anni. E? diventato più basso di dieci centimetri. Non può uscire di casa, ma ha organizzato un aperitivo per gli amici , una sera poco prima di natale. Voleva vederci tutti, farci sapere che è vivo e sta lottando. Ha detto addio alla porche cabrio, la moglie gli ha detto addio e se ne è andata con un altro, deve stare attento perché anche infilare una spina nella presa può causargli una frattura, porta un collare perche? senza la testa gli si ribalta all?indietro e se non c?e? nessuno intorno rischia di morire soffocato.
Però è li, tiene duro, per i figli che vede due week end al mese, per i genitori che riescono a non fargli mancare nulla. Tiene duro soprattutto per sé, perché morire è uno schifo, e cominci a realizzare che stavolta tocca a te soltanto quando sei arrivato alla fine.
Tiene duro, e anche se il corpo si sta letteralmente sbriciolando, gli occhi sono più vivi di quelli di tutti i presenti. Quegli occhi chiari che sembrano schizzare fuori dalle orbite, quegli occhi hanno una luce disperata, guardano ogni cosa intorno come stessero per perderla, come fosse l?ultima volta. Merda, la vita. Merda, la vita è meravigliosa.
Penso a noi, gli ultimi bravi ragazzi. Noi li a tirare bestemmie tra i denti , dicendoci parole irripetibili solo con lo sguardo, solo come chi si conosce fin da bambino può fare, mentre Cesco, indicando il crocefisso appeso sul letto, ci raccontava come nella vita arriva, prima o poi, il momento di pensare anche a lui.
Ce ne siamo andati dopo mezz?ora, scendendo a piedi le scale dal decimo piano. Nessuno ha preso l?ascensore, abbiamo preferito tutti contare i gradini piuttosto che guardarci in faccia. E sono sicuro che tutti noi stessimo pensando alle stesse cose. Toccherà anche a me? Chi sarà il prossimo? Quanto durerà?
Siamo stati fortunati, noi ragazzi. Fino ad oggi siamo andati a funerali di nonni, genitori, purtroppo anche figli , e quest?ultima circostanza non riuscirò mai a dimenticarla, ma non è toccata a nessuno di noi. Abbiamo fatto tante cose stupide, quando ragazzi lo eravamo veramente, tipo guidare senza patente e senza che nessuno ci avesse insegnato, ribaltarci e incendiarci in macchina, schiantarci in moto, sparare con una scacciacani alla polizia, sperimentare esplosivi e cose cosi?. Abbiamo assunto alcolici e superalcolici in dosi massiccie, e continuiamo tutt?ora. Non abbiamo mai indugiato nell?uso di droghe , leggere e pesanti che fossero, né rubato, salvo qualche rarissima eccezione, sennò non saremmo gli ultimi dei bravi ragazzi. Abbiamo certamente tradito mogli, deluso genitori, dimenticato promesse fatte ai nostri figli, evaso le tasse, sfruttato la prostituzione, anzi le prostitute. Ho detto che siamo bravi ragazzi, mica cavalieri della tavola rotonda.
Nel 1978 ce ne stavamo seduti sulle nostre vespe e motorini all?angolo della via, in una di quelle serate di primavera in cui l?aria è dolce e non riesci ad andare a dormire, e nemmeno lo spettro della scuola il giorno dopo era sufficiente a spronarti. All?angolo di una strada del nostro quartiere, a raccontarcela, a parlare di motori e di donne. Donne vere, quelle dei giornali o qualche ragazza grande del condominio, non ragazzine della nostra età, che all?epoca non degnavamo di uno sguardo. Una sera di quelle, ad un tratto, qualcuno esclamò:
?Cazzo avremo 36 anni nel 2000 !?
Rimanemmo tutti sbalorditi, lo ricordo perfettamente, e non per la prodezza matematica consistente nell?aver risolto l?espressione (2000 ? 1978) + 14 = 36 , anche se da sola bastante a farci rimanere a bocca aperta. Rimanemmo sbalorditi perche? il 2000 rappresentava, per noi come per tutti i ragazzini di 14 anni, il futuro. Il futuro quello vero, non quello di quando finirà il mutuo della casa. Il futuro delle astronavi, quello di 1999 fuga da new york, 2001 odissea nello spazio.
E nel futuro noi saremo stati vecchi, vecchi non come i nostri nonni, ma vecchi quasi quanto i nostri padri e le nostre madri. Finiti. Destinati a vedere le astronavi dal divano del salotto, non a vedere la terra dalle astronavi. Fu una rivelazione sconcertante, ci ragionammo per ore. A niente valsero le ipotesi sui progressi della medicina, che sicuramente nel giro di poco tempo ci avrebbe fatto vivere fino a 120 anni e oltre, e quindi a 36 non saremmo stati nemmeno ad un terzo della nostra vita.
Ce ne andammo a dormire con questa schiacciante consapevolezza, con questo peso sul cuore, che però sicuramente dimenticammo il giorno dopo, sostituita dall?entusiasmo per un nuovo carburatore o dalla ramanzina per un brutto voto, come solo i ragazzini sanno fare.
E adesso? Adesso siamo nel 2007 , ho 43 anni. Le astronavi proprio volare non volano, diciamo svolazzano attorno alla terra o poco più distanti, e ogni tanto se ne vaporizza qualcuna , equipaggio compreso. Salirci non è tanto un problema di età, quanto di nazionalità o portafoglio. L?ultimo italiano salito su uno shuttle si è perso un satellite da 100 milioni di dollari pasticciando con un joystick , la cosa che assomiglia di più ad un viaggio interstellare è andare alle Maldive, quindi le speranze ormai si sono ridotte al lumicino. E comunque la medicina proprio passi da gigante non li ha fatti, giganti sono diventate le case farmaceutiche, e credo sia ben difficile aspirino a vederci tutti in salute.
Del 2000 riesco soltanto a ricordare una bottiglia di barbaresco Gaja del 1994 , che allora si riusciva ancora a comprare, giusto per un?occasione. Nient?altro. La torre eiffel per tutto il 1999 ha scandito da un display a pallini gialli il conto alla rovescia dei giorni mancanti a capodanno, jennifer lopez ha girato un video molto sexy in cui si preparava per la festa, qualcuno con il concorde è riuscito a vedere l?alba del nuovo millennio per tre volte, raggiungendo velocemente posti molto lontani fra loro. Ho fatto l?amore con Elena quella notte, ma è stata una delle tante volte che l?abbiamo fatto, adesso riesco solo a ricordare quando non lo abbiamo fatto.
E basta, questo è tutto quello che ricordo. Dovrei vedere con google, sicuramente qualcos?altro è successo, ma preferisco tenermi i miei ricordi. Il mondo non è finito, dopo qualche mese ho compiuto i famosi 36 anni, e mio padre 65.
Mi alzo in punta di piedi dal divano, la disperazione forse non se ne è andata, ma si è distratta un attimo seguendo i miei pensieri, ed ha allentato la presa. Me ne vado a letto, silenziosamente, se riesco a non farmi sentire rimarrà qui in soggiorno. Le lascio anche la luce accesa, non si sa mai.

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lo zen e l?arte della manutenzione della motocicletta

15 Maggio 2007 14 commenti


Riprendo a scrivere su questo blog dopo un lasso di tempo vergognoso, seguendo il consiglio di una cara persona, che mi ha di recente esortato a farlo , perché, dice, scrivere serve sempre. E sono della medesima idea, è che a volte la pigrizia, o la stanchezza, hanno la meglio .
Perché ?lo zen e l?arte della manutenzione della motocicletta? ? E? un libro complesso, che sicuramente molti hanno letto ed apprezzato, che però di meccanica parla molto poco. Più che altro l?argomento viene usato per creare una serie di metafore utili per rendere , per quanto possibile, comprensibili concetti filosofici e metafisici.
Mi è tornato alla mente per un altro motivo, e cioè il lungo viaggio in motocicletta che l?autore intraprende in compagnia del figlio, un viaggio attraverso l?america, e, complice proprio il figlio Chris ed il desiderio di ricostruire attraverso questa esperienza un rapporto difficile , un viaggio dentro sé stesso . Che si rivelerà poi ancora più difficile.
Sabato scorso mia figlia , quindici anni, quarta ginnasio, se ne è uscita con un 7 nell?ultima e decisiva versione di latino. Un 7 salva debito probabilmente, forse un pizzico di fortuna, ma si è impegnata davvero a fondo. (apro una parentesi, letteralmente, in merito alla terminologia scolastico-riformista, chiedendomi chissà cosa deve aver pensato quel cervello che ha coniato i crediti/debiti formativi in luogo delle vecchie ed oneste materie a settembre. Forse intendeva abituare precocemente i ragazzini , perché si sa come nella vita i debiti siano inevitabili ? chissà un anno di questi, esauriti i crediti, dovrò accompagnare mia figlia dal preside per chiedere un fido ? vabbè lasciamo perdere).
Un bel risultato dicevo, soprattutto perché è costato una di quelle fatiche che costruiscono il carattere di una persona, e che quindi meritava un premio. Quindi, nel primo pomeriggio, un padre orgoglioso, sebbene con qualche debito affettivo non ancora completamente ripianato, ha varcato con la sua figlietta la soglia del Tempio Tecnologico Teutonico BMW, tutto cristalli , acciai e profumi di moto lucide e gomme nuove, ed ha acquistato per lei una giacca Rallye 2 (che nell?interno nasconde una sorta di corazza da football americano) uguale alla sua, un paio di guanti di pelle ed un casco.
I due sono poi tornati a casa (quella del padre pseudo single, cioè non troppo convinto di essere single), si sono vestiti come due cavalieri medioevali, scambiandosi pacche e ceffoni amichevoli per testare la bontà delle protezioni, poi, sempre come due cavalieri medioevali stupidi & vestiti uguali , e non senza una buona mezz?ora di spiegazioni ed istruzioni per l?uso, sono riusciti a salire in moto e , finalmente a partire.
Inizialmente , nonostante la guida da genitore liscia e pulita e la velocità da giro in giostra, il passeggero ha dato qualche segno di nervosismo, poi, fortunatamente, appartenendo quest?ultimo a quella categoria di ragazze che in moto si rilassano ( e non a quelle che si agitano) , entrambe hanno cominciato a godersi l?aria tersa e pulita delle colline, la luce lunga del sole che comincia a calare, il profumo dell?erba appena tagliata, il ronfare tranquillo del motore, il balletto delle curve e le ondulazioni della strada ? insomma tutte quelle cose che si vedono nelle pubblicità delle case costruttrici e rendono un piacere andare in moto.
E dopo un pò che se la godevano, hanno cominciato a rendersi conto della fortuna di poter condividere tutto questo, che in fondo è poca cosa, ma , almeno per un momento, assomiglia proprio alla felicità.
Poi , lungo un rettilineo sulla cresta di una collina, lei ha attirato la sua attenzione , e gli ha indicato la loro ombra riflessa sull?erba. Un?ombra netta, la sagoma perfetta della motocicletta e di loro due, leggermente inclinata all?indietro, quasi a sottolineare il senso del movimento e della velocità. Un’ombra dinamica e futurista insomma.
Credo che a tutti i motociclisti sia capitato di osservare la propria ombra riflessa, e che a tutti abbia fatto uno strano effetto, come vedere una proiezione di sé stessi. A me è capitato tante volte, da solo od in compagnia, ma in quel momento mi è tornata alla mente un? ombra che avevo sepolto nella memoria.
Un?ombra di tanti anni prima, sotto al cielo aeronautico di un punto sperduto nel bel mezzo della francia, quel cielo lungo d’estate che sembra non finire mai, punteggiato di nuvole assurde.
L?ombra di una vecchia suzuki carica all?inverosimile di borse e sportine di plastica, l?ombra di un ragazzo ed una ragazza senza soldi in tasca, senza carte di credito, navigatori satellitari e tute antipioggia.
La ricordo bene, quell?ombra che ci aveva fatto rallentare, e si era fermata lentamente al nostro fianco, che ci aveva fatto sentire una cosa sola, mentre ci baciavamo con le lacrime agli occhi, perché eravamo innamorati, ed avevamo la assoluta certezza di essere felici.
E dopo tanti anni eccola di nuovo, l?ombra di due persone che sanno di essere felici, e si godono il momento, senza pensare alla caducità delle cose, senza farsi prendere dalla tristezza al pensiero che presto potrebbe finire.
Non mi sono fermato questa volta, l?ho seguita con la coda dell?occhio fino a quando, dietro ad una curva, non se ne è andata.
Non ce n?era bisogno, adesso so che tornerà.

auguri di san valentino

13 Febbraio 2007 2 commenti

Ma si fanno gli auguri per san valentino? non ne sono sicuro, cmque sia vorrei augurare buon san valentino a tutti coloro che domani festeggeranno, sia in numero pari che in numero dispari.
A questi ultimi in particolare vanno gli auguri più sentiti, ai dispari, cioè a tutti coloro che festeggeranno soli oppure in tre.
Festeggiare da soli non sarà forse particolarmente divertente, in tre ancora peggio. Anche perchè in tre si è obbligati a festeggiare separatamente, salvo forse coppie di larghissssime vedute, e quindi per forza si ritorna ad essere in due, e cioè numero pari. Almeno part time.
Ammetto che la matematica non è mai stata il mio forte, quindi proverò a spiegarmi meglio. Domani ci saranno, come ci sono sempre stati, due tipi di festeggiamento: quello di mezzogiorno e quello dell’ora di cena.
Parlo con cognizione di causa, perchè in passato ho festeggiato a mezzogiorno, all’ora di cena, a mezzogiorno + cena.
E’ risaputo come il festeggiamento di mezzogiorno, goffamente camuffato da “pranzo di lavoro” , “riunione inderogabile” ecc. sia riservato all’amante, quello dell’ora di cena , con prenotazione del tavolo effettuata almeno 60gg prima, al compagno/a ufficiale.
Giocoforza che dei tre componenti del numero dispari soltanto uno parteciperà ad entrambe gli incontri , probabilmente quello che si diverte di più.
Domani per la prima volta dopo un sacco di tempo pranzerò da solo, ed altrettanto farò per cena. Anzi , penso sia la prima volta che mi capita da quando sono entrato nell’età adulta. (anagraficamente intendo, quindi da un bel pò)
Questo mi ha fatto riflettere, e siccome sono in fondo un ragazzo buono & gentile, il mio pensiero ed i miei più sinceri auguri vanno, nell’ordine:
1 – a chi domani anche volendo non avrà nessuno cui dare un bacio;
2 – a chi domani darà un bacio a qualcuno senza sapere che per questo qualcuno non si tratta del primo bacio della giornata;
3 – a chi domani darà un bacio a qualcuno, sapendo però che non sarà l’unico bacio che questo qualcuno riceverà nel corso della giornata;
4 – a chi se ne frega di san valentino, ma di auguri ha sempre bisogno.
Tutte le altre categorie, inclusi quelli che daranno & riceveranno due o più baci, non hanno bisogno dei miei auguri.
Buon san valentino!

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Tre desideri

22 Settembre 2006 7 commenti


Il mio blog, trascurato, malandato ? quanto tempo. Chiudo gli occhi e non c?e? piu? un computer davanti a me, ma un grande mare tranquillo, con lunghe onde come quelle dell? oceano, che all?orizzonte si confonde con il cielo. E? un mare dove puoi affidare un messaggio in una bottiglia, sai che lo portera? lontano, ma non sai chi lo trovera?. E allora perche? no, perche? non affidare a questo mare i tuoi desideri, le tue speranze ? forse non si avvereranno, ma qualcuno magari ti augurera? di poterli realizzare?
I tuoi desideri ? tre, quelli delle barzellette, quelli della fata turchina.
Sono sempre tre, mai di meno, mai di piu?.
Bene fata turchina, sirena del mare, o chiunque tu sia, questi sono i miei tre desideri:

1) scrivere un romanzo
(di quelli che miracolosamente dopo pagina 1, 2, 3 ti ritrovi a pagina 350, 351, 352 ecc. Di quelli che magari leggono in pochi, e quei pochi anche per sbaglio, non importa. L’importante e’ che di te , dei tuoi sentimenti, delle tue emozioni, qualcosa rimanga. )

2) possedere una barca a vela
(anche piccola e di seconda mano, ma grande abbastanza viverci almeno meta? dell?anno e avere tutto il tempo che occorre per scrivere il romanzo di cui sopra, naturalmente nei momenti di bonaccia)

3) incontrare la ragazza dei miei sogni
(anche bruttina e con le gambe storte, ma con il mare negli occhi e un sorriso che scaldi il cuore, per viverci tutto l?anno, per svegliarmi con lei calda e profumata sotto le coperte d?inverno, per tenerla addormentata fra le mie braccia , cullati dal mare sotto un cielo di stelle, sulla barca a vela di cui sopra, ovviamente. Vorrei una donna con sogni di bambina, vorrei che mi aiutasse a ricordare e dimenticare. Vorrei riuscire a farla ridere, e vorrei piangesse con me guardando un vecchio film. Vorrei passare le ore con le mani tra i suoi capelli, che la sua pelle avesse il profumo dello zucchero a velo, del pane appena sfornato. Vorrei desiderarla sempre, quando mi e? accanto e quando e? lontana. Vorrei proteggerla da tutti i mali del mondo, e rifugiarmi fra le sue braccia lasciando il mondo fuori. Vorrei

Ah, c?e? un numero limite di caratteri anche per i tre desideri?
Vabbe?, i fondamentali li ho detti, e ? fata turchina del mare grande e tranquillo eccetera, scusami, forse ho esagerato un po?.
Ma i mezzi desideri non sono desideri!
Anche perche? questi ultimi hanno la maligna tendenza ad avverarsi, e ti lasciano sempre un po? di amaro in bocca.
Basta, un tappo e via. Anzi, invio. Prima di cambiare idea.
Insomma, ho 42 anni e credo ancora nelle fate nelle stelle cadenti.
Che c?e? di male?

Riferimenti: tre desideri

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la favola della principessa triste

4 Novembre 2005 9 commenti

C?era una volta una principessa triste
vittima del sortilegio di una strega cattiva.
La principessa appena nata non era una gran bellezza,
in verita? assomigliava un poco ad una scimmietta,
ma aveva grandi occhi azzurri come il cielo.
La strega cattiva un giorno la vide nella culla
e quegli occhi straordinari suscitarono la sua invidia.
Le punto? contro il suo anello magico
e con voce roca le disse piano:
?Ora sei piccola, brutta e anche un po? pelosa,
ma da grande diventerai molto bella,
avrai la pelle chiara come la luna,
lunghe gambe da accarezzare,
capelli biondi come il grano
e il sorriso dolce di una madonna?

fece una pausa, poi con un ghigno cattivo riprese:
?avrai tutto questo, ma i tuoi occhi saranno sempre tristi,
ed ogni uomo che attraverso di essi cerchera? di vedere la tua anima
rimarra? perduto per sempre nella tua malinconia!?

Pronunciate queste parole la strega malvagia si dileguo?
nella nebbia della foresta impenetrabile da cui era giunta.
Passarono gli anni, la principessa crebbe
e divento? una splendida fanciulla
e ogni cavaliere del reame faceva a gara per avere i suoi favori.
In tanti le chiesero la mano, e di questi pochi ebbero in cambio
anche solo un bacio lieve, di cui si ricordarono per tutta la vita.
Un bel giorno la principessa triste incontro? il suo principe
cadde fra le sue braccia e ando? a vivere nel suo castello.
E vissero felici e contenti, anche se dovevano pagare l?affitto.
A questo punto vi chiederete (perche? si da? per scontato
che ci sia sempre qualcuno ad ascoltare una favola):
? mah .. e il sortilegio? E la strega?
E tutti quegli uomini che dovevano cadere vittime della malinconia??

Oltre ad osservare che poi tanto triste la principessa non sembra essere,
visto che da brutta e pelosa e? diventata una gran gnocca,
ha vissuto fin tanto che le e? parso come pretty woman poi
alla fine se ne e? andata sul cavallo bianco del suo principe azzurro.
Gia?, forse a qualcuno degli uomini che hanno guardato
nel profondo degli occhi color del cielo della principessa
un po? di malinconia e? venuta, ma ci e? dato di credere
che alla fine gli sia passata, perche? alla fine o non si sono piu? parlati
oppure sono diventati amici.
Pero? una favola che si rispetti non puo? avere un lieto fine
senza qualche vittima, non sta bene,
quindi lo sfigato della favola dobbiamo proprio trovarlo.
?Qualcuno ha qualche suggerimento??
Nessun suggerimento.
Allora, per concludere, non ci rimane che tentare la carta della morale,
così, tanto per dare un senso a questo racconto.
La morale dunque e?:
1) nessuno guarda nel profondo degli occhi di una bella gnocca
per trovarci l?anima;
2) se proprio qualcuno dovesse averlo fatto, nessuno se ne ricorda;
3) le principesse tristi non esistono
(per il semplice fatto che gia? essere principessa e? un buon motivo per stare allegra),
le streghe neppure.

F I N E

come i panda, due o tre volte l’anno …

25 Ottobre 2005 4 commenti


.. due o tre volte l’anno dicevo, proprio come i panda. intendo i miei post, naturalmente. mi rammarico di questo, perche’ sono occasioni perdute. occasioni per ritrovarsi, riflettere pensare a noi stessi e … magia! anche agli altri, perche’ di la’ ci sono gli altri, e anche tanti, piu’ di quanti si possa immaginare, ed e’ bello leggere i loro pensieri e sapere che forse faranno lo stesso. credo di avere gia’ usato in passato la similitudine degli sconosciuti nello scompartimento di un treno, che per un po’ si ignorano, poi il ghiaccio non si sa bene come si rompe (per magia appunto) e per il resto del tragitto si raccontano la loro vita.
Comunque sia, ieri ho aperto il mio blog dopo mesi, e sinceramente oggi ho provato un gran desiderio di scrivere, cosa che non accadeva da un po’.
Recentemente faccio piu’ spesso altre cose, proprio l’altra sera constatavo non senza un certo stupore, che da un po’ piango per niente. Non voglio esagerare, due lacrime cosi’, in privato, ma basta davvero poco. Un esempio? L’altra sera ho rivisto uno dei primi don camillo, forse per la duecentesima volta (comunque uno dei pochissimi motivi validi per tenere accesa la tv). Insomma, mi vergogno un po’ a dirlo, ma la scena in cui l’anziana maestra del paese, la signorina enrica credo, sul letto di morte, detta le sue ultime volonta’ a peppone e don camillo, tirandogli le orecchie come fossero ancora i due asini della terza elementare .. insomma mi ha fatto piangere. Non vi dico poi quando peppone insorge contro il consiglio comunale ! Cito a spanne: “Banda di ignoranti, qui comanda il partito, il partito sono io e io dico che la signorina enrica avra’ il suo funerale con la sua bandiera, che sia del re o di chiunque altro! ” L’apoteosi.
Un altro esempio piu’ recente? L’ultimo post di rosagialla (conoscete tutti il suo indirizzo). Tecnicamente mi ha copiato e incollato (e questo gia’ di per se’ e’ un onore), ma in buona sostanza mi ha commosso, e non posso far altro che ricambiare con la stessa tecnica …. troppo care le tue parole per perdersi in un commento….
E’ strano questo mondo del blog, e’ come certi locali .. Non dico quei locali dove sapete che amici vi aspettano, quindi e’ naturale andarci. No, intendo quell’altro tipo di locale, dove si’ forse conoscete qualcuno, magari una ragazza carina che vi accoglie con un sorriso da dietro al bancone, due parole cosi prima di servirvi da bere. Ecco, ci sono dei locali dove si puo’ andare da soli, dove non si conosce nessuno ma c’e’ qualcuno da salutare. Quei locali dove potete ordinare una buona bottiglia e sedervi sapendo che non la finirete da soli, e che se sara’ la serata giusta arriveranno altri bicchieri, altre sedie attorno al vostro tavolo, ed altre bottiglie. Ecco, il blog e’ proprio cosi’, come quel tipo di locale, dove in fondo basta poco per sentirsi a casa.
Un caro saluto a tutti.

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il labirinto

9 Aprile 2005 3 commenti


quanto tempo e’ passato. sono successe tante cose dall’ultima volta che ho scritto su questo blog, e cosi’ velocemente. questa sera ho fatto tardi, e a dire il vero ho ormai saltato la cena. cercavo cose in rete per il progetto di un parco, poi ho ritrovato questa fotografia di uno dei piu’ antichi d’italia, lo schema atribuito al Bernini nella meta’ del ’600. un luogo irreale, forse a causa della giornata nebbiosa e della pioggerellina fine, carico di suggestione e simbolismo, apparente ed oscuro. Non mi sono addentrato nel labirinto, sono rimasto al margine, in una posizione leggermente soprelevata da dove si poteva leggerne lo schema rigoroso. Ancora una metafora, una delle tante in quel luogo, scolpite nella pietra, modellate nelle siepi di bosso con geometrie irreali. In un giorno di nebbia la vita puo’ apparire davvero cosi’, come un labirinto nel quale non siamo piu’ in grado di ritrovare la via d’uscita, tra alte pareti di rovi impenetrabili. A volte e’ davvero facile perdere l’orientamento. Gli accadimenti di questi giorni, al di la’ della fede che ognuno di noi, giustamente, puo’ decidere di riporre in un crocefisso di legno o nella playstation, comunque ci lasciano un profondo disorientamento. perche tutti noi, di qualsiasi colore e credo, abbiamo provato un senso di vuoto quando quell’uomo ormai piegato dal peso dell’eta’ si e’ spento, cosi’, con un’amen sulle labbra mentre l’ultimo respiro se ne andava. non voglio entrare nel merito, fiumi di parole sono state dette e scritte da chi lo fa per professione. non ho assistito alla non stop televisiva, ai funerali ed ai dibattiti. la cosa che mi ha toccato maggiormente, e a dire il vero mi ha fatto salire le lacrime agli occhi, l’ho sentita per radio, parole lasciate nel testamento: “…non ho proprieta’ di cui disporre”. Quest’uomo, che ha tenuto tra le mani quelle degli uomini piu’ potenti e quelle degli uomini piu’ poveri della terra, che ha probabilmente cambiato il corso della storia, e che per quanto criticabile possa essere stato il suo operato e quello in senso piu’ ampio della chiesa, ha certamente avuto come fine ultimo la pace per tutti noi, quest’uomo alla fine della vita, non ha proprieta’ di cui disporre. credo che questo sia un concetto di santita’ comprensibile per ogni individuo in qualsiasi angolo del pianeta si trovi. Tutto qui.
Avevo intitolato questo blog “non e’ mai troppo tardi”, e spero davvero non lo sia, dopo tanto tempo, per salutare tutti gli amici, vecchi e, spero, nuovi.

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per il tuo compleanno

5 Settembre 2004 3 commenti

piccolo fiore
per te sara’ sempre primavera
l’estate non sfiorira’ i tuoi petali
il vento d’autunno non ti portera’ con se’
e il gelo d’inverno si sciogliera’ per incanto

ti guardo
come gli uccelli in gabbia
osservano le farfalle volare
tu piccola e grande meraviglia
lieve nell’aria limpida

lascia che il tempo scorra dolcemente su di te
come acqua chiara di ruscello
perche’ e’ cosi che tutti i fiori e le farfalle
ritornano al mare
e diventano arcobaleno

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… mi hanno rubato il portatile …

30 Agosto 2004 4 commenti

.. mi hanno rubato il portatile, un hp pavillon, in casa di notte, una settimana fa. colpa mia. il truffato e’ sempre piu’ colpevole del truffatore, eccetera. comunque, se quel simpaticone che l’ha rubato e/o riciclato puo’ leggere questo blog sa come mettersi in contatto con me, quindi vorrei solo sapesse che sono disposto a ripagare il prezzo del mio computer (cioe’ ? 1.800,00) con la massima discrezione.
Amico, te ne puoi comprare uno nuovo, che e’ sempre meglio perche’ la roba rubata porta sfiga (oltre che guai), ed io posso riavere il mio vecchio a cui sono affezionato.
fai tu.

un giorno ho cominciato a correre…

21 Aprile 2004 3 commenti

stavo seduto sulla veranda di casa, poi d’un tratto mi sono alzato in piedi ed ho cominciato a correre … prima fino in fondo alla strada, poi fino alla fine del paese … ho corso fino al confine della contea e fino al confine dell’alabama … poi ho continuato a correre finche’ mi sono trovato davanti un’ oceano … e poi un’altro dall’altra parte. stavo bene, se avevo fame mangiavo, se avevo sete bevevo, se avevo sonno dormivo, se dovevo … beh avete capito. ho corso talmente tanto che sono passati due anni … e ho visto cose meravigliose, montagne innevate, e boschi e laghi … ricordo un’alba nel deserto dove la terra si confondeva con il cielo e credevi di correre a testa in giu’ … ma in tutte queste cose meravigliose che ho visto tu c’eri jenny, eri sempre con me.

Forrest Gump